Aristide Torrelli, fotografo fine art
Il mondo attraverso i miei obiettivi: luce, tecnica e visione

Nulla della fotografia è istintivo



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Tempo fa qualcuno mi ha detto che tutti i miei discorsi sulla composizione erano senza senso, che le immagini si compongono da sole.
Mi stava venendo da ridere ma non sono più giovane e allora ho cominciato a riflettere su quanto detto.
Sostenere che alcuni fotografi prestino troppa attenzione alla composizione sembra un pò come sostenere che alcuni chef prestino troppa attenzione al sapore e che la roba che c'è nel frigo è quella e si cucinerà da sola.
Quanti fotografi esprimerebbero questo pensiero?
Il fotografo che mi ha “accusato” di prestare troppa attenzione alla composizione ha anche affermato che "il momento è tutto” e ha iniziato a parlare di Cartier-Bresson. È troppo facile. Si, certo, quel fotografo è stato sincero, la pensava veramente così. Ma siamo sicuri che la realtà sia così? O non si è immerso in un suo mondo privato e personale, costruito su misura per giustificare il suo metodo?
Diciamo che hai appena fotografato un momento profondamente umano, profondamente toccante. Premere il pulsante di scatto in quel preciso momento la rende automaticamente una fotografia profondamente umana, profondamente toccante?
Nemmeno per sogno!
E se quel momento che noi abbiamo isolato con gli occhi, occupasse così poco spazio della scena che quelli di noi che non erano lì non potevano davvero interpretare il momento per quello che è?
Che cosa succede se il taglio dell’immagine è così stretto che si perdono indizi visivi chiave che aiutano a capirlo o sentirne l’impatto?
E se i soggetti che compongono quel momento sono così circondati dal disordine che non c'è separazione dallo sfondo e non riesco a capire il momento?
E se l’angolazione implica qualcosa in quel momento che non avevi intenzione di raccontare?
E se altri elementi attirassero ancora di più il mio sguardo, distraendomi?
E l'equilibrio e la tensione?
E che dire del modo in cui il mio occhio legge una fotografia?
E…? E...? E...?
Queste cose contano?
Certo che si.
Si aggiusteranno da sole dopo lo scatto?
Non credo proprio.
Il momento è "tutto" solo una volta che hai usato la composizione per renderlo tale.
Non si traduce in una fotografia senza il nostro aiuto.
Un grande momento è raro e meraviglioso. Una fotografia che regala a quel grande momento la sua migliore espressione richiede molto di più che puntare, scattare e aggrapparsi all'idea che questo approccio pigro sia nobile e istintivo.

Nulla della fotografia è istintivo
Sembra così solo una volta che ci abbiamo messo l’intenzione nell'identificare ciò che rende una fotografia avvincente e nell'imparare a usare gli strumenti del linguaggio visivo. Si manifesta nella fotografia solo a causa delle decisioni che prendiamo. Non è la fotografia "istintiva" che attirerà la nostra attenzione o catturerà la nostra emozione È la fotografia intenzionale che lo farà. Quella che intenzionalmente approfondisce, che utilizza tutti gli strumenti che abbiamo con uno scopo. Sarà il fotografo che padroneggerà non solo i suoi strumenti (la macchina fotografica, l’obiettivo, il sensore, il software) ma anche i suoi materiali (forme, volumi, colori, luce e momenti, tra gli altri) e li userà al servizio della creazione di qualcosa che sia la migliore espressione della meraviglia che vediamo di fronte a noi. Solo con quell'intenzionalità un giorno tutto arriverà così naturalmente che sembrerà istintivo. L’intenzionalità è la strada verso l’istintività. Vogliamo tutti quel flusso naturale nella nostra creatività, essere in grado di percepire e reagire ai momenti così rapidamente che sembra di essere in uno stato di grazia. Leggete quel che il fotografo cileno Sergio Larrain ha scritto a un suo amico.

Manly beacon a Zabriskie Point, Death Valley, USA, 2010

Un approccio intenzionale alla fotografia non è l'opposto dell'approccio intuitivo.
Ci piacerebbe che grandi luci, momenti e storie comparissero nelle nostre fotografie senza alcun aiuto da parte nostra, ma desiderarlo non basta, ci dobbiamo dar da fare perché certe cose non accadono da sole.
Un po’ come un atleta che non spera di correre i 100 metri in 10 secondi ma va tutti i giorni ad allenarsi per far si che accada.
Prendetevi il vostro tempo, guardate la scena da tutte le angolazioni, siate spietati su ciò che includete o escludete.
Fatelo giocando, con gioia, ma non lasciate mai che sia casuale.





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