Aristide Torrelli, fotografo fine art
Il mondo attraverso i miei obiettivi: luce, tecnica e visione

Recensione: L'arte della fotografia digitale in bianconero
di Marco Fodde



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Oggi iniziamo una nuova attività, la recensione di libri legati al mondo della fotografia. Con le migliaia di titoli in vendita, è spesso difficile orientarsi. Io non pretendo di catalogare il tutto (devo anche leggerli per poterli recensire!) ma certamente vi proporrò dei libri che possono far parte della vostra biblioteca e vi dirò anche quali evitare. Insomma, vi aiuterò a spendere bene i vostri soldi.

Il titolo che vi propongo è L’arte della fotografia digitale in bianconero, di Marco Fodde. E' un libro di 362 pagine che esiste sia in formato cartaceo (29,95€) che sotto forma di ebook (24,95€). Scritto in lingua italiana, è edito da Apogeo ed è uscito il 3 settembre 2015. Il libro di Fodde, è alla seconda edizione, un aggiornamento datato settembre 2015 della prima edizione del 2009.
Il sito di Amazon dice che: ” Il testo è aggiornato a Photoshop CC coadiuvato da Camera Raw e da alcuni plug-in. Molte delle tecniche presentate sono però applicabili anche con versioni precedenti di Photoshop come CS6 e CS5.5. Tutti gli esempi sono a colori per permettere al lettore di seguire con maggiore facilità le fasi che portano all'elaborazione dell'immagine”.
Perché lo scrivo? Perché per molti è importante sapere che hanno il software giusto e che il manuale è aggiornato. Sappiate che c’è stato chi, ad aprile 2015, ha acquistato la versione allora disponibile, la prima, quella del 2009 e ha trovato tutti esempi fatti con strumenti vecchi e difficilmente replicabili.

Il testo è ben scritto, l’esposizione semplice, comprensibile e coinvolgente nonostante l'argomento sia complesso e vasto. L’opera di Fodde è un corposo volume di più di 350 pagine che affronta tanti temi tipici della fotografia in generale e poi di quella in bianconero in particolare. Dopodiché affronta il tema della postazione di lavoro, dei file raw ma anche della gestione del colore e del Sistema Zonale di Adams adattato alla tecnica digitale. L’inizio, in cui si affronta il concetto della previsualizzazione e temi tipici della composizione (tra cui la sezione aurea), è degno di nota e apprezzamento. Sappiamo, infatti, che il bianconero ha una componente didattica perché, tramite l’eliminazione del colore, semplifica l’immagine e rende più evidenti i componenti base, le forme, i volumi. Lo spiego anche nel mio libro sulla composizione che potete acquistare qui.

Il libro, in effetti, segue il ciclo di svolgimento di un’immagine in bianco e nero, dalla ripresa (la composizione), passando per la conversione eseguita sia con dei plug in che direttamente in Photoshop e poi il successivo miglioramento dell’immagine.

Monument Valley, le Ansel Adams rocks

Con questo libro potete trasformare il computer in una camera oscura digitale (altresì detta camera chiara) per lo sviluppo e l'elaborazione della fotografia in bianconero. Conta poco che l’immagine sia direttamente prodotta da una fotocamera digitale o da una scansione di una pellicola, Fodde spiega come si possano valorizzare luci, ombre e contrasti per creare immagini di impatto. Una volta convertito il file di partenza in bianconero, si possono effettuare dei miglioramenti anche localizzati in alcune zone e non su tutta l’immagine, mediante l’utilizzo delle selezioni.
Sono poi spiegati gli strumenti per evidenziare i dettagli e quelli per applicare via software i vecchi filtri colorati. Non poteva mancare un capitolo sull’applicazione della grana, ormai scomparsa nel mondo digitale.
Poi Fodde alza il tiro, esponendo alcuni strumenti e tecniche utili anche in generale e non solo nel bianconero: l’HDR, la sfocatura controllata, l’uso di plug in e azioni in Photoshop, il bokeh, la fotografia all’infrarosso, il viraggio delle foto, riduzione del mosso, correzione delle linee cadenti, la solarizzazione, il restauro e il ritocco delle immagini scansite da negativi e positivi (quante ore passate su una singola foto, tale è l’impegno di tempo per tali attività). Infine arriva addirittura alla conservazione e organizzazione dei file, i sistemi NAS (RAID) e la stampa. Quest’ultima è trattata un po’ sommariamente vista anche la complessità dell’argomento e forse, paradossalmente, è un bene. Intanto imparate a creare un buon negativo digitale bianconero, poi imparerete a stamparlo!
Molto utili i cinque esempi finali dove c’è il percorso completo, dalla ripresa alla conversione in bianconero, di un soggetto, inclusa la composizione dell’immagine.

Critiche? Qualcuno direbbe che Fodde ha una fissazione per lo strumento Curve ma questa per me non è una critica ma un complimento. Io stesso considero le curve uno degli strumenti più potenti a disposizione nella camera chiara.
Altra critica? Il prezzo. Mi sembra un po’ alto, anche se il lavoro è veramente molto buono. Un’ottima alternativa è il mio libro Il workflow digitale per il bianco e nero che potete acquistare qui e che costa meno di 10€. Lo so, mi sto facendo pubblicità ma questo è il mio sito, no?

In conclusione consiglio questo libro a chi è nuovo al bianconero digitale perché si costruirà una solida conoscenza di base su cui approfondire ma anche a chi già mastica un po’ della materia (un po’, non troppo), che potrà usare il testo come spunto per le sperimentazioni.

Giudizio di sintesi: ottimo



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